sabato 16 marzo 2013

Pubblicità regresso

La pubblicità tende a riprodurre dei modelli sociali già ampiamente interiorizzati e, in molti casi, stereotipati.
Mi trovo spesso a riflettere su quello che viene rappresentato nelle pubblicità e mi chiedo con terrore se siano davvero questi i modelli che abbiamo interiorizzato.
In questa sede ho già espresso la mia opinione a proposito del modo in cui il corpo femminile venga usato indiscriminatamente per pubblicizzare ogni sorta di prodotto o servizio, ma la lista degli orrori si allunga ogni giorno.
Ultimi in ordine di apparizione: foto di mamma e figlia con ramazza in mano e slogan che sottolinea come pulire casa sia una tradizione che si tramanda (pubblicità di un detersivo per pavimenti); concorsi a premi dei biscotti per diventare Miss Maglia Rosa (ma seriamente???) e, in fine, la FIAT che -l'8 marzo!- decide di includere nel prezzo delle auto anche i sensori di parcheggio per tutte le donne che avessero acquistato un veicolo quel giorno.
Supponendo che qualsivoglia analisi o commento a quanto riferito sopra sia superfluo, mi limito a suggerire umilmente alcune ovvietà ai pubblicitari:
1) le pulizie domestiche non si annoverano tra le attività madre-figlia da tramandare;
2) sarebbe auspicabile che con i punti dei biscotti si partecipasse all'estrazione di una tazza per il latte, in quanto più attinente al prodotto;
3) la FIAT farebbe meglio a concentrarsi di più sulla qualità dei propri prodotti ed, eventualmente, ironizzare su di essi e non sulle capacità di guida delle clienti.