Oggi mi sento critica musicale, perché l’altra sera ho
riascoltato una canzone che probabilmente ogni italiano conosce, ma l’ho percepita
in modo diverso, come se fosse la prima volta che la sentivo, ed ho finalmente
capito cosa dicono davvero i suoi versi.
Dal momento che la scoperta è clamorosa, ritengo
imprescindibile condividerla con tutti quei quattro gatti che mi leggono.
La canzone oggetto della mia analisi è la celeberrima
“Perdere l’amore” di Massimo Ranieri, vincitore del Festival di Sanremo del
1988.
Io l’ho sempre considerata come il grido disperato di un
uomo che è stato abbandonato dalla propria compagna. Tuttavia, ad un ascolto
più attento, emergono elementi che portano a pensare che il vero senso del
testo sia un altro. Analizziamo i passi:
E adesso andate via
voglio restare solo
con la malinconia
volare nel suo cielo
non chiesi mai chi eri
perché scegliesti me
me che fino a ieri
credevo fossi un re
voglio restare solo
con la malinconia
volare nel suo cielo
non chiesi mai chi eri
perché scegliesti me
me che fino a ieri
credevo fossi un re
La canzone si apre subito con l’invito ad andare a quel
paese perché la tristezza è tanta e lui non c’ha voglia di farsi vedere
affranto. E certo, lui, bel narcisista, credeva di essere un re e non si era
mai nemmeno posto il problema di chiedersi chi avesse davanti. Ma andiamo
avanti:
Perdere l’amore
quando si fa sera
quando tra i capelli
un po’ di argento li colora
rischi di impazzire
può scoppiarti il cuore
perdere una donna
e avere voglia di morire
quando si fa sera
quando tra i capelli
un po’ di argento li colora
rischi di impazzire
può scoppiarti il cuore
perdere una donna
e avere voglia di morire
Arriviamo subito al nocciolo della questione. Senza mezzi
termini, l’autore dice che il suo problema è l’essere stato mollato, ma non
tanto perché la persona che lo ha lasciato è insostituibile o per altri
romantici motivi, ma perché lui è ormai alla soglia della pensione e inizia a
sentire il peso degli anni. E poi, il passo che più di tutti mi manda al
manicomio: “perdere UNA donna e avere voglia di morire”, capito, non “perdere
TE”, ma una donna qualsiasi! Lui non si dispera per aver perso una persona
speciale, ma per il fatto in sé di essere stato abbandonato, tanto più che è
pure incartapecorito e ormai dove la trova un’altra scema che gli lava i
calzini?!
Lasciami gridare
rinnegare il cielo
prendere a sassate tutti i sogni
ancora in volo
Li farò cadere ad uno ad uno
spezzerò le ali del destino
e ti avrò vicino
Ovviamente, come ogni uomo che si rispetti, la fa più
tragica del dovuto e via a far scendere tutti i santi del paradiso; quindi, per
concludere la sua scena da drama queen, allude ad una non tanto metaforica
sassaiola per riavvicinarsi alla sua amata.
Comunque ti
capisco
e ammetto che sbagliavo
facevo le tue scelte
chissà che pretendevo
e adesso che rimane
di tutto il tempo insieme
un uomo troppo solo
che ancora ti vuole bene
e ammetto che sbagliavo
facevo le tue scelte
chissà che pretendevo
e adesso che rimane
di tutto il tempo insieme
un uomo troppo solo
che ancora ti vuole bene
Ecco che per un nano secondo balena per la testa la remota
ipotesi che forse qualcosa dovrà pur aver fatto se questa poveraccia ha deciso
di punto in bianco (ma siamo proprio sicuri che non abbia dato delle avvisaglie
di disagio?!) ha deciso di auto eliminarsi. Ma l’allarme rientra prontamente
Perdere l'amore
quando si fa sera
quando sopra il viso
c'è una ruga che non c'era
Perdere l'amore
quando si fa sera
quando sopra il viso
c'è una ruga che non c'era
Caro mio, perseverare è diabolico; invece di cercare di
capire gli errori che hai fatto con lei, stai ancora lì davanti allo specchio a
fissarti il contorno occhi.
provi a ragionare
fai l'indifferente
E in questo, cari maschietti, siete proprio bravissimi; non
a ragionare, sciocchini, ma a fare gli indifferenti.
fino a che ti accorgi
che non sei servito a niente
E vorresti urlare
soffocare il cielo
sbattere la testa mille volte
contro il muro
Ecco l’epifania e la conseguente reazione incontrollata
respirare forte il suo cuscino Dire è tutta colpa
del destino
se non ti ho vicino
L’importante è dare la colpa sempre a qualcun altro
Perdere l'amore
maledetta sera
che raccoglie i cocci
di una vita immaginaria
pensi che domani
è un nuovo giorno
ma ripeti non me l'aspettavo
non me l'aspettavo
Un altro classico, non vi rendete mai conto di niente finché
non vi si palesa sotto il naso con tanto di sottotitoli.
Prendere a sassate
tutti i sogni ancora in volo
Li farò cadere ad uno ad uno
spezzerò le ali del destino
e ti avrò vicino
Perdere L'amore
Ed ecco infine la conferma che dopo circa tre minuti di canzone non siamo proprio venuti a capo di niente. Una lacrimuccia, uno sguardo alle rughe di espressione, un’amara riflessione sul tempo che passa, ma non abbiamo capito niente di niente del perché lei se ne sia andata; uno che capisce di linguistica direbbe che l’uso del TU per rivolgersi direttamente alla sua donna viene usato una sola misera volta, insomma, voleva essere un post di critica musicale, ma è venuta fuori solo disanima del narcisismo maschile all'interno della musica italiana. Mi scuserete se mi sono fatta prendere un po’ la mano, vero?!