venerdì 23 gennaio 2015

Obiettivi obiettabili: la taglia 38

Fra i trend topic degli ultimi giorni con le mie amiche ci sono: l’elezione del Presidente della Repubblica, la nuova politica economica della BCE e la remise en forme dopo le feste natalizie.
Ovviamente, questo post verterà esclusivamente sull’ultimo dei tre.
In particolare, riflettevo sulla spasmodica determinazione con cui ci si mette a dieta per raggiungere l’obiettivo di rientrare nei famosi jeans dell’ultimo anno di liceo.
Che l’obiettivo sia o meno raggiungibile, più o meno compatibile con esigenze salutistiche e/o tecniche di dimagrimento approvate dalla scienza, non è affare mio. Quello che vorrei sapere è se e quali vantaggi ci si aspetta di ottenere una volta raggiunto l’obiettivo.
Io ve lo posso dire come si vive da taglia 38. Ce l’ho da quasi tutta la vita per meriti non miei, ovvero, tutta colpa di madre natura.
Sempre per voler dare un taglio scientifico al post (ho anche messo un bel camice bianco per acquisire autorevolezza), vi elenco di seguito alcune cose che ho imparato durante la mia vita da taglia 38:

  1. Gli uomini non ti guardano di più se sei magra, anzi, se credi che qualcuno ti fissi con insistenza, è più probabile che sia per quel pezzo di carta igienica che ti è rimasto attaccato alla scarpa;
  2. tendi a soffrire il freddo, dato che non sei dotata di un adeguato strato lipidico a proteggerti;
  3. le tue amiche/colleghe/conoscenti ti vogliono bene, ma vorrebbero ucciderti ogni volta che ti vedono perché ricordi loro, come un memento mori, il prossimo appuntamento con la dietologa.

QUINDI

  1. Per fare colpo su un uomo dovrai fare affidamento ad altro che non siano le tue doti fisiche;
  2. Devi coprirti di più per non prendere freddo (e questo non aiuta per raggiungere l’obiettivo al punto a.)
  3. Rischi di morire inforcata dal tagliacarte della collega senza neanche accorgertene.

TUTTAVIA

E’ innegabile che esistano anche dei vantaggi ad essere molto magre. Ecco di seguito una lista (mi piace da matti fare liste, si vede?) per fare un piccolo bilancio pro/contro:

  1. Possibilità di indossare quasi ogni abito di qualsiasi catena low cost (tanto sembri un manichino);
  2. Assenza del problema di quelli che ti guardano le tette quando parlate (per assenza di tette, ovvio)
  3. Scarso rischio di risultare volgari anche indossando un abito della linea “Moana”.

Certo, bisognerà abituarsi ad acquistare dei reggiseno che non hanno più nomi suggestivi come “Manuela” o “ Roberta”, ma piuttosto “ Falsità” e “Tiramisù”, però ci si fa l’abitudine.
Ora che anche voi conoscete l’inebriante scenario nel quale troneggiano le taglie 38, potete liberamente decidere se vi sembra un obiettivo degno del vostro impegno o meno. Tanto la domanda è sempre una: “in che modo tutto questo contribuirà a rendermi più felice?”


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