E’ maggio, il mese delle rose e della Madonna, gli uccellini
cinguettano, abbiamo riposto cappotti e sciarpe e ci godiamo il bel tepore
primaverile.
Sarebbe tutto perfetto se, complice l’ormai imminente arrivo
dell’estate, non fosse già ricominciato quel periodo in cui noi giovani-donne-nel-fiore-degli-anni
vediamo minata la nostra autostima da odiosi messaggi neanche tanto subliminali.
Abbiamo nell'ordine: pubblicità della crema anti cellulite (in
inverno avevamo dimenticato di averla grazie a calze coprenti push up 15.000
denari) che adesso non te la spalmi più addosso, ma sui leggins e poi devi
andare a letto come una salsiccia; creme rassodanti di ogni genere che, abbiamo
capito, qui pende tutto, pure le ginocchia; prodotti per la depilazione così
tecnologici che nemmeno AstroSamantha.
Ma quelle che più di tutte mi infastidiscono sono quelle che
pubblicizzano i costumi da bagno.
Sono ovunque, sul web, in tv, sulle riviste e sui giornali.
Io le vedo dappertutto, sarà che ho il carbone bagnato.
Insomma, quelle che più mi mandano furori dai gangheri sono
quelle in cui si vedono gruppi di ragazze in costume che assumono pose
plastiche in spiagge da sogno e, di solito, presentano le seguenti
caratteristiche: capelli morbidi e lucidi (quando sappiamo benissimo che al
mare i capelli delle ragazze normali diventano stoppa, altro che beach waves),
addominali di acciaio, gambe chilometriche, abbronzatura da clima equatoriale,
tette e chiappe marmoree e, solitamente, di grandezza inversamente
proporzionale a quella del girovita.
Le ragazze avranno già capito a quali mi riferisco, sono
loro, le modelle delle varie catene di vestiti, calze e mutande. Seriamente, ma pensate davvero
che riesca a credere che con un vostro costumino da 9,90 € anch'io possa sembrare
una di quelle aliene che sguazzano sul bagnasciuga?!
No, dico, le mie amiche ed io saremo anche carine, ma
neanche lontanamente ci avviciniamo a tanta tracotante bellezza; io vado pure
in spiaggia col burqa che ho la pelle delicata e se non sto attenta mi spunta
l’eritema.
Mi ci vedo proprio nella pubblicità di H&M con la mia
seconda di reggiseno, il mio metro e sessanta e la pelle bianca come la Bohème
dei tempi migliori a fare svolazzare i capelli al vento... me la immagino
proprio la scena.
E poi, la dicotomia raggiunge il parossismo quando, subito
dopo la biondona in bikini, appare la tizia che, bevendo un’acqua dal nome che
è tutto un programma, ti dice che, invece, tu sei bella così come sei e non è
il tuo corpo che deve cambiare, ma il vestito.
Ma quelle della pubblicità di prima nemmeno ce l’avevano il
vestito, stanno in costume anche a gennaio e, se avessi quelle gambe, lo farei
anch'io; brucerei tutti i pantaloni che ho nell'armadio e girerei in mutande
anche durante le riunioni del CDA.
E poi voi, giornalisti e redattori di testate per donne, dico
anche a voi, ma veramente mi state dicendo che, se la mattina bevo un bicchiere
d’acqua e limone, mi viene la pancia piatta come quella delle modelle di cui
sopra? Anche se sto ancora mangiando i residui di un uovo di Pasqua da 1,5 kg , anche se la sera,
dopo il lavoro, mi consolo con birra e popcorn?! Non credo proprio, al massimo
divento ancora più acida di quello che sono. Perché io valgo.
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