martedì 12 maggio 2015

Acida come un limone: ovvietà a 9,99 €

E’ maggio, il mese delle rose e della Madonna, gli uccellini cinguettano, abbiamo riposto cappotti e sciarpe e ci godiamo il bel tepore primaverile.
Sarebbe tutto perfetto se, complice l’ormai imminente arrivo dell’estate, non fosse già ricominciato quel periodo in cui noi giovani-donne-nel-fiore-degli-anni vediamo minata la nostra autostima da odiosi messaggi neanche tanto subliminali.

Abbiamo nell'ordine: pubblicità della crema anti cellulite (in inverno avevamo dimenticato di averla grazie a calze coprenti push up 15.000 denari) che adesso non te la spalmi più addosso, ma sui leggins e poi devi andare a letto come una salsiccia; creme rassodanti di ogni genere che, abbiamo capito, qui pende tutto, pure le ginocchia; prodotti per la depilazione così tecnologici che nemmeno AstroSamantha.

Ma quelle che più di tutte mi infastidiscono sono quelle che pubblicizzano i costumi da bagno.
Sono ovunque, sul web, in tv, sulle riviste e sui giornali. Io le vedo dappertutto, sarà che ho il carbone bagnato.
Insomma, quelle che più mi mandano furori dai gangheri sono quelle in cui si vedono gruppi di ragazze in costume che assumono pose plastiche in spiagge da sogno e, di solito, presentano le seguenti caratteristiche: capelli morbidi e lucidi (quando sappiamo benissimo che al mare i capelli delle ragazze normali diventano stoppa, altro che beach waves), addominali di acciaio, gambe chilometriche, abbronzatura da clima equatoriale, tette e chiappe marmoree e, solitamente, di grandezza inversamente proporzionale a quella del girovita.

Le ragazze avranno già capito a quali mi riferisco, sono loro, le modelle delle varie catene di vestiti, calze e mutande. Seriamente, ma pensate davvero che riesca a credere che con un vostro costumino da 9,90 € anch'io possa sembrare una di quelle aliene che sguazzano sul bagnasciuga?!
No, dico, le mie amiche ed io saremo anche carine, ma neanche lontanamente ci avviciniamo a tanta tracotante bellezza; io vado pure in spiaggia col burqa che ho la pelle delicata e se non sto attenta mi spunta l’eritema.
Mi ci vedo proprio nella pubblicità di H&M con la mia seconda di reggiseno, il mio metro e sessanta e la pelle bianca come la Bohème dei tempi migliori a fare svolazzare i capelli al vento... me la immagino proprio la scena.

E poi, la dicotomia raggiunge il parossismo quando, subito dopo la biondona in bikini, appare la tizia che, bevendo un’acqua dal nome che è tutto un programma, ti dice che, invece, tu sei bella così come sei e non è il tuo corpo che deve cambiare, ma il vestito.
Ma quelle della pubblicità di prima nemmeno ce l’avevano il vestito, stanno in costume anche a gennaio e, se avessi quelle gambe, lo farei anch'io; brucerei tutti i pantaloni che ho nell'armadio e girerei in mutande anche durante le riunioni del CDA.


E poi voi, giornalisti e redattori di testate per donne, dico anche a voi, ma veramente mi state dicendo che, se la mattina bevo un bicchiere d’acqua e limone, mi viene la pancia piatta come quella delle modelle di cui sopra? Anche se sto ancora mangiando i residui di un uovo di Pasqua da 1,5 kg, anche se la sera, dopo il lavoro, mi consolo con birra e popcorn?! Non credo proprio, al massimo divento ancora più acida di quello che sono. Perché io valgo.

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