Ne parlo giusto perché mi sembra quasi un dovere morale, ma non nego che sia davvero penoso dover ritornare ancora una volta ad indignarsi per fatti che accadono ancora e ancora.
Mi riferisco agli attacchi che alcune politiche (donne) siano spesso costrette a subire da colleghi (uomini) e non solo.
Il punto è che non dovrebbe importare se dici scemenze colossali o perle di saggezza, chiunque abbia idee diverse, anche diametralmente opposte, non è autorizzato in nessun caso a buttarla sull'insulto di carattere sessuale. Cosa vuol dire, se non ti piace quello che dico ma non hai argomentazioni sufficientemente forti per controbattere, allora mi insulti dandomi della donnaccia?
La cosa ancora peggiore, se possibile, è che questa è un'abitudine talmente radicata che sembra normale persino a dei parlamentari insultare delle colleghe sul piano sessuale. La domanda è una sola: perché non si sentono in diritto di farlo anche con i colleghi uomini? Non mi auspico che ciò accada, ma è sconfortante vedere che certe care, vecchie abitudini siano così dure a morire.
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